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PROTOCOLLO DI KIOTO

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Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale, riguardante il riscaldamento globale, sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l'11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato stabilisce precisi obiettivi per i tagli delle emissioni di gas responsabili dell'effetto serra, del riscaldamento del pianeta, da parte dei Paesi industrializzati.

E' l'unico accordo internazionale che sancisce una limitazione delle emissioni ritenute responsabili degli stravolgimenti climatici e del surriscaldamento globale.

Si fonda sul trattato United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), firmato a Rio de Janeiro nel 1992 durante lo storico “Summit sulla Terra”. Per attuare il trattato, nel 1997, durante la Conferenza di Kyoto, in Giappone, è stato dunque studiato un "protocollo" che stabilisce tempi e procedure per realizzare gli obiettivi del trattato sul cambiamento climatico.

Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest'ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.

Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l'anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyoto, e nello stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura.

Punti chiave del protocollo di Kyoto

Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990, nel periodo di adempimento che va dal 2008 al 2012.

Gli stessi Paesi devono predisporre progetti di protezione di boschi, foreste, terreni agricoli che assorbono anidride carbonica, (perciò sono detti ''carbon sinks', cioè immagazzinatori di CO2). Inoltre possono guadagnare 'carbon credit' aiutando i Paesi in via di sviluppo ad evitare emissioni inquinanti, esportando tecnologie pulite. Ogni paese indicato nell’allegato I del protocollo, inoltre, dovrà realizzare un sistema nazionale per la stima delle emissioni gassose e creare un sistema globale per compensarle.

I Paesi firmatari andranno incontro a sanzioni in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Più flessibili le regole per i Paesi in via di sviluppo.

Nel 2001 gli USA si sono ritirati dal tavolo dell'accordo, dicendo che avrebbe danneggiato l'economia USA e avrebbe ingiustamente favorito i Paesi in via di sviluppo (gli USA riversano in atmosfera il 33,6% delle emissioni di gas serra mondiali). L'Australia sta confermano il rifiuto ad aderire, mentre la Cina non sembra essere interessata ad aderirvi.

Ecco i gas serra le cui emissioni dovranno essere limitate:

  • Anidride carbonica (Biossido di carbonio - CO2)
  • Metano (CH4)
  • Ossido di azoto (N2O)
  • Idrofluorocarburi (HFC)
  • Perfluorocarburi (PFC)
  • Esafluoro di zolfo (SF6)

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